Quando si parla di salute e sicurezza sul lavoro ci si riferisce alla prevenzione dei rischi e alla protezione dai rischi per i lavoratori coinvolti nell’attività produttiva. Prevenzione, protezione, pericolo e rischio In particolare, il concetto di prevenzione è stato definito e integrato nell’art. 2 del D.Lgs. 81/08 (Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro) che specifica alla lettera n): In tutti gli ambienti di lavoro sussistono dunque condizioni di pericolo che rappresentano un rischio per la sicurezza delle persone, potendo generare danni alla salute. Ma cosa si intende con i concetti di rischio e pericolo? Il D.Lgs. 81/08 risponde a questa domanda nell’articolo 2 alle lettere r) e s): Chi è il responsabile della sicurezza nei luoghi di lavoro? Il datore di lavoro, ha la responsabilità dell’organizzazione. Essendo quindi il titolare del rapporto di lavoro – ed esercitando poteri decisionali e di spesa – ha l’obbligo di tutelare la salute e la sicurezza di ogni lavoratore. L’obbligo di garanzia del Datore di Lavoro L’obbligo di garanzia del datore di lavoro, in quanto primo destinatario delle norme di sicurezza, trova fondamento nei principi costituzionali del dovere di solidarietà (art. 2 Cost.), del diritto alla integrità psico-fisica del lavoratore (art. 32 Cost.) e del diritto alla tutela della sicurezza, della libertà e della dignità umana (art. 41 Cost.). Le figure della sicurezza nel D.Lgs. 81/08 Il D.Lgs. 81/08 individua una serie di figure chiave che hanno – ognuna per quanto di sua competenza – uno specifico ruolo nella gestione della sicurezza in azienda. Tali figure sono, in particolare, quelle indicate all’articolo 2 del decreto 81/08: Salute e sicurezza sul Lavoro nell’Ue Il miglioramento continuo delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è da sempre un obiettivo di grande rilievo per l’UE. L’adozione della direttiva quadro 89/391/CEE ha segnato un punto di svolta fondamentale per tutti i paesi membri. La direttiva “madre” pone infatti l’accento sulla cultura della prevenzione che deve essere implementata tramite una serie di misure preventive, appunto: informazione, consultazione, partecipazione equilibrata, formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti. La legislazione europea ha fissato quindi le norme minime per la tutela dei lavoratori, consentendo agli Stati membri di mantenerle o di introdurre provvedimenti più rigorosi. Cosa dice il Decreto legislativo 81/2008 per la SSL? La sicurezza sul lavoro è regolata nel nostro Paese dal D.Lgs. 81/08. Questo provvedimento, conosciuto anche come Testo unico di Salute e Sicurezza sul Lavoro (TUSL), coordina le norme vigenti in materia di salute e sicurezza, nel rispetto delle direttive comunitarie e delle convenzioni internazionali. Gli obblighi fondamentali per la salute e la sicurezza sul lavoro Il D.Lgs. 81/08 definisce, al Capo III, le misure generali di tutela e i conseguenti obblighi. Tra quelli fondamentali, ricordiamo in particolare, per il datore di lavoro: nonché: Il Documento di Valutazione dei rischi In seguito alla valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza durante l’attività lavorativa, deve essere redatto uno specifico documento, il DVR, art. 28, comma 2, D.Lgs. 81/08, che: La scelta dei criteri per la redazione del DVR è lasciata alla responsabilità del datore di lavoro, che deve ispirarsi a: “criteri di semplicità, brevità e comprensibilità, in modo da garantirne la completezza e l’idoneità quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione”. Controlli e sanzioni per la sicurezza sul lavoro Il D.Lgs. 81/08 prevede, in caso di violazione delle disposizioni a tutela dei lavoratori, sanzioni amministrative e sanzioni penali. La vigilanza in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è assegnata alle ASL competenti, all’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) e per quanto di competenza, dal Corpo nazionale dei Vigili del fuoco. Oltre alla norma di settore, anche il codice civile prevede l’obbligo di tutelare l’integrità fisica e la personalità morale del lavoratore (art. 2087 c.c.). Infine, il codice penale prevede, rispettivamente agli articoli 437 e 451 c.p., i delitti di rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro, e di omissione colposa di cautele o difese contro disastri o infortuni sul lavoro. L’apparato sanzionatorio del D.Lgs. 81/08 L’originale assetto sanzionatorio del TUSL è stato rivisto significativamente dal D.Lgs. 106/2009, che ha mantenuto la pena del solo arresto per alcune delle violazioni più gravi, e ridotto, in generale, nell’ambito delle contravvenzioni, sia la durata delle pene detentive che l’importo delle ammende. Il D.Lgs. 81/2008 presenta dunque oggi un impianto sanzionatorio che consente ai contravventori di utilizzare precisi meccanismi volti a ridurre la pena, a condizione che vengano preventivamente ripristinate le previste condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro. Le ultime novità per la sicurezza nei luoghi di lavoro Nel tempo, il Decreto Legislativo n. 81 del 2008 è stato oggetto di integrazioni e significative modifiche legislative, tra cui ricordiamo in particolare: Sicurezza sul lavoro: tutto quello che devi sapere 1. Qual è la norma che regola la Sicurezza sul Lavoro in Italia? Il decreto legislativo n. 81/2008 è la norma di riferimento nazionale per la Salute e Sicurezza sul Lavoro. Tale norma si applica a tutti i settori di attività, privati e pubblici, e a tutte le tipologie di rischio. 2. Qual è l’obbligo che ogni lavoratore deve rispettare? Il lavoratore è il principale destinatario delle norme antinfortunistiche, ma è subordinato nello svolgimento dell’attività lavorativa, al potere direttivo, organizzativo e disciplinare dell’imprenditore. Tale vincolo di subordinazione lo obbliga a rispettare le disposizioni e le misure preventive disposte dall’azienda. 3. Quali sono gli obblighi non delegabili del Datore di lavoro? Il D.Lgs. 81/2008 definisce due specifici obblighi, non delegabili, per il datore di lavoro: l’obbligo di valutare tutti i rischi ed elaborare il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), e l’obbligo di designare il RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione).



